Posizioni

Parivrtta anjaneyasana, la torsione con affondo

Parivrtta anjaneyasana è una torsione laterale del busto. I benefici sono a livello della fascia addominale e stiramento dei glutei

Parivrtta anjaneyasana è la torsione con affondo, una posizione di equilibrio e di forza, molto utile per i vostri addominali obliqui.

A meno che non sappiate il nome in sanscrito trovare questa posizione sul web è un’impresa alquanto ardua.

Il mondo delle torsioni, nello yoga, è infinito. Torsioni a terra, torsione del busto, torsione laterale.

Immaginate di essere uno di quegli stracci che usate a casa per lavare il pavimento. Ne afferrate le estremità con le mani e le ruotate in senso opposto per far colare anche l’ultima goccia d’acqua.

Avete presente? Bene. E’ il lavoro che dovete far fare alla vostra colonna vertebrale.

Lo so, spesso ci dimentichiamo della sua esistenza (colpo della strega a parte).

Ma non stiamo parlando solo di alcune decine di vertebre impilate l’una sull’altra (33 o 34 per l’esattezza – dipende da quanto è lungo il coccige).

Ora, tanto per essere precisi, Parivrtta anjaneyasana è una torsione del busto con affondo. Parivrtta significa ruotato, invertito, mentre anjaneya significa saluto.

E’ una posizione molto importante non solo perchè sentirete i vostri muscoli lavorare intensamente per allungarsi e distendersi, ma soprattutto per sviluppare e accrescere l’equilibrio.

E’, infatti, un’asana molto utile per dire addio alle vostre fastidiose cellule adipose (come quelle che trovate qui).

In Parivrtta anjaneyasana, essere centrati è la priorità. Sentite l’energia che dal centro si espande e nel centro converge: lì, dove ha sede il manipura chakra. Il vostro «core», dove l’energia parte e ritorna.

Il manipura chakra è fonte di fiducia, forza interiore e coraggio. Secondo la tradizione Parivrtta anjaneyasana è una posizione utile a contrastare la paura e l’insicurezza. E donare una fiducia tutta nuova 🙂

torsione-yoga-parivrtta-anjaneyasana

Come fare Parivrtta anjaneyasana, la torsione con affondo

1. Parti dalla posizione del cane a faccia in giù.

2. Solleva il piede destro e con un movimento circolare, facendo passare il ginocchio nel tuo centro porta il piede in avanti, in mezzo alle mani. Il movimento dovrebbe essere leggero come quello di una libellula e facilitato dal movimento circolare della gamba (tranquillo, all’inizio anche io facevo tremare le pareti di casa appena appoggiavo il piede tra le mani) 🙂

3. Affonda bene con il piede destro in modo tale che la coscia sia parallela al pavimento (il ginocchio mai oltre la caviglia). Stendi bene la gamba sinistra. Senti il tallone che spinge forte nella direzione opposta. Una calamita sta tirando il tuo bacino verso le viscere della terra. Se è troppo difficile appoggia il ginocchio sinistro sul pavimento (va bene ugualmente).

4. Appoggia le mani sul ginocchio destro e compi un piccolo movimento di vortex. Servirà ad attivare il tuo centro e facilitare la rotazione.

5. Prendi la spinta dal tuo centro e ruota il busto verso destra appoggiando il gomito sinistro sul ginocchio destro. La gamba distesa all’indietro bilancia l’azione: il tallone del piede stabilizza e spinge all’indietro.

6. Unisci le mani e spingile l’una contro l’altra in modo che si spostino unite al centro del petto. In questo modo anche il gomito sinistro spingerà contro il ginocchio destro, aumentando la torsione.

7. Mantieni la posa e l’equilibrio. Contrai la muscolatura interna delle cosce per non collassare con il busto verso il tappetino. Convergi l’energia al centro, ma allo stesso tempo spingi le estremità in direzioni opposte.

8. Ripeti con la gamba sinistra in affondo.

Il vostro corpo vi parla, ascoltatelo.

Se sarete abbastanza attenti da prestare coscienza a tutti i movimenti del vostro corpo, soprattutto quelli di transizione (sono i movimenti che vi portano alla posa finale), sentirete che ogni singolo atomo sta lavorando in sinergia con i vostri pensieri.

L’unione del corpo con la mente o non-mente (in alcuni casi è come essere in un universo parallelo), è una delle cose più strabilianti che lo yoga mi abbia insegnato.

Oltre ai benefici spirituali, questa torsione con affondo rafforza i quadricipiti e i glutei, stimolando gli organi addominali e migliorando la digestione.

Vi aiuterà ad allungare i fianchi e lo psoas, un muscolo fondamentale per le asana di apertura delle anche (e per la vostra spaccata)!

Yoga è spirito, non dimenticate.

Namastè 🙂

 

2 commenti su “Parivrtta anjaneyasana, la torsione con affondo

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