Curiosità

Il mondo a testa in giù

Non avevo mai considerato, prima dello yoga, che potesse esserci un mondo a testa in giù.

Un mondo che le posizioni capovolte mi hanno sbattuto in faccia senza pochi complimenti, insieme a tutta una serie di paure e sudorazioni.

All’inizio la tachicardia la faceva da padrone: era un terno al lotto. Come la paura di un esame, quando ti siedi alla cattedra, davanti al professore e non sai neppure da che parte iniziare. E, soprattutto non sai come andrà.

All’inizio non sai mai come andrà: se, pur imprecando, riuscirai a mettere d’accordo tutti i tuoi muscoletti addominali e sollevare le gambe al cielo.

Oppure se i tuoi pollicioni si alzeranno dal tappetino poco più di un centimetro (lo so, vi sembrava di aver quasi raggiunto il soffitto).

La verità è che all’inizio è difficile. Quello che fotte è la paura di cadere (di fallire), nient’altro.

Vi assicuro che non ci vuole tutto questo allenamento fisico per stare in Sirsasana. Nè sessioni di addominali da campo di addestramento.

Quello che conta è il viaggio, la transizione. Da quel piccolo momento in cui incrociate le dita sul pavimento e posizionate gli avambracci all’istante in cui i vostri polliccioni volteggeranno per aria.

Tra quei due istanti c’è un universo intero di sensazioni che – Odaka Yoga insegna – a volte valgono molto più della posa finale.

Insomma, ho imparato a preoccuparmi più del viaggio che della posa. E un giorno Sirsasana è arrivata (insieme a tanti palloncini colorati per festeggiare questa incredibile sensazione).

La sensazione del mondo a testa in giù è una cosa pazzesca.

posizioni-capovolte-yoga

A livello fisico e mentale (vampate di calore a parte). Tutto ha un’altra prospettiva. Di solito ci faccio mettere il mio compagno Nicola quando litighiamo. Fatelo anche voi con il vostro partner.

E’ sempre utile guardarsi a occhi invertiti. I problemi assumono un’altra forma, un’altra dimensione. E scoprirete che litigare è una cosa di cui potete fare seriamente a meno.

Sentitevi. Ascoltate quel formicolio che vi attraversa le dita dei piedi quando si staccano da terra, gli addominali che si contraggono per sorreggere il peso del vostro corpo.

La pianta dei piedi che viene attratta verso l’alto come se al posto del cielo ci fosse una calamita. La colonna vertebrale si modella per farvi stare eretti, verticali. Come una candela.
Il vostro corpo lavora simultaneamente con la vostra mente.

Non state facendo yoga. Siete yoga.

Le posizioni capovolte sono una gran figata. E prima di immergermi nel meraviglioso mondo dello yoga, non pensavo minimamente che la mia testa fosse in grado di sorreggere anche solo una piccola parte del mio corpo senza che le vertebre cervicali si frantumassero in mille pezzi.

E, invece, sorpresa: ce la fanno eccome.

Posizioni capovolte: i benefici

Quello che non sapevo, inoltre, è che mettermi a testa in giù mi aiuterà ad avere molte meno rughe 🙂

Alla sommità del nostro capo, in Sahasrara (è il settimo e ultimo chakra che vi ho spigato qui) risiede il Soma o Amrta, il liquido dell’immortalità, secondo i testi sacri dello yoga.

Questo potente elisir – a causa della forza di gravità – è attratto verso la terra. Attraversa quindi Sushumna per essere poi divorato dal fuoco gastrico in prossimità di Manipura (è il terzo chakra e nostro centro energetico).

Le posizioni invertite interrompono questo processo, permettendo al liquido dell’immortalità di permeare nel settimo chakra, alla sommità del capo.

E rallentano quindi il processo di invecchiamento.

Allo stesso tempo, queste asana capovolte facilitano l’ascesa di Kundalini (la nostra energia dormiente alla base della colonna vertebrale) verso la sommità del capo.

Conseguentemente, facilitano lo stato di beatitudine massimo a cui uno yogin dovrebbe sempre aspirare: il Samadhi.

E’ il momento in cui ritorniamo a essere Uno con l’Universo. Non siamo più qualcosa di indentificabile, non siamo più questo o quello, una dualità: siamo uno e non-uno allo stesso tempo.

Ricordate che non state facendo veramente yoga se pensate solo a ridurre la cellulite sulle cosce o a eliminare la pancia dopo le mangiate di Natale.

Lo yoga è una pratica spirituale.

Ma non solo. Le posizioni capovolte favoriscono il ritorno venoso e linfatico, liquidi (sangue e linfa) che si occupano di ripulire il nostro organismo dall’anidride carbonica e corpuscoli di scarto.

In modo particolare la linfa (composta da materiale di scarto, globuli bianchi e grassi) deve risalire verso gli organi di depurazione (fegato, reni, polmoni, linfonodi) dalle gambe.

Questa azione – a differenza della circolazione venosa che è favorita dal pompaggio del cuore – deve avvenire tramite contrazione dei tessuti.

La linfa deve quindi combattere la forza di gravità e se siete soggetti a immobilismo e amate particolarmente la sedia del vostro ufficio, questo liquido ‘impuro’ sarà costretto a ristagnare nei tessuti, in modo particolare nelle gambe.

Nel mondo a testa in giù, però, non c’è di che preoccuparsi. L’inversione contrasta la gravità e capovolge i sentieri abituali, anche quelli della linfa e della circolazione venosa.

Avrete anche più sangue nel cervello 🙂

Sirsasana e le posizioni capovolte possono essere praticate da tutti. Non esiste un vero e proprio pericolo con queste posizioni, a patto che vi liberiate dalla paura di cadere.

E nel caso siate affetti da alcune disfunzioni come problemi cardiaci, ipertensione, ernia del disco, arteriosclerosi, infezioni alle orecchie, glaucoma, disturbi auricolari, problemi cervicali e recenti interventi chirurgici (evitatele).

Quanto al ciclo mestruale, scegliete liberamente: alcuni maestri sostengono che non dobbiate invertire il naturale flusso verso il basso. Altri, invece, affermano che non esistono prove scientifiche in merito e lasciano spazio al libero arbitrio del praticante.

Adoperate il buon senso: le risposte sono dentro di voi.

Salvo queste controindicazioni, non abbiate paura del mondo a testa in giù. Abbandonate la paura di cadere e l’ansia da prestazione che vi inondano appena poggiate la testa sul tappetino.

Anche se non riuscirete a portare i piedi verso il cielo avrete comunque compiuto un viaggio incredibilmente bello, di ascolto e di amore verso voi stessi. E un giorno, quando meno ve lo starete aspettando, Sirsasana arriverà da sola 🙂

Namasté

4 commenti su “Il mondo a testa in giù

  1. Pingback: Sirsasana, come fare la verticale sulla testa – ITALIA YOGA

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