Archeologia del corpo: «Così ritorniamo a essere liberi»

C’è tutto l’amore per la vita, per la libertà e per la Sicilia, nelle parole di Ameriga. Lei che la Sicilia l’ha lasciata da giovane, vivendo in diversi Paesi come Giappone, Birmania, Guinea Bissau, Cile e Panama, per poi tornarci – spinta dall’amore per la sua Terra – e creare il primo centro per vacanze yoga dell’isola, diventato in poco tempo il più grande d’Europa. Un centro, un’occasione, una possibilità, che le ha permesso di studiare con maestri di yoga incredibili: da Shiva Rea a Meghan Currie per il Vinyasa, da Gregor Maehle a Nancy Gilfhoff per l’Ashtanga, Vinay Kumar a Mysore per approfondire Pranavashya e Pranayama, Jo Phee per lo Yin Yoga e altri maestri illustri. Un legame profondo, quello con la Sicilia e con il suo centro yoga, che le ha insegnato tanto – forse tutto – anche quando ciò che aveva costruito per 7 lunghi anni, se n’è andato in frantumi. 

«Nel 2020, in seguito alla decisione di separarmi dal mio partner con cui condividevo la vita e il business, mi sono vista costretta ad allontanarmi dal centro e a ricominciare di nuovo d’accapo. Ti confesso che è stato uno dei momenti più difficili della mia vita», mi racconta. Quello che all’inizio, tuttavia, si era palesato come un evento catastrofico è stato, invece, la chiave di svolta della sua vita. «Oggi sono convinta che questa crisi mi abbia davvero aperto gli occhi su cosa sia la libertà»

Ciò che possediamo ci possiede, mi dice Ameriga, una frase che echeggia nella mente, a ricordarci quanto le cose materiali che abbiamo nella nostra vita, non solo siano per la maggior parte futili, ma ci rendano inevitabilmente loro schiavi. 

Ho imparato che aparigraha – il non attaccamento – è il più nobile di tutti i precetti dello yoga e quello che ci avvicina più a Moksha, la libertà spirituale

Oggi Ameriga ha comprato un furgone camperizzato e vive in maniera molto più semplice, a stretto contatto con la natura e gli elementi. In estate è fissa alla laguna dello Stagnone, dove fa Kitesurf, in autunno e primavera a San Vito Lo Capo per arrampicare su roccia. In inverno si trasferisce alle pendici dell’Etna. Dopo aver studiato life-coaching, comunicazione non-violenta – Mind Body Therapy – ed essere diventata Master NLP, oggi Ameriga insegna principalmente retreats e teacher trainings. 

«La maggior parte dei retreat li svolgo in giro per la Sicilia, perché sono troppo legata alla mia terra e mi riempie di gioia mostrarla a chi non la conosce – racconta -. Durante i retreat condivido molti degli strumenti che ho acquisito con i miei alunni “in crisi” per mostrar loro che ogni crisi nasconde in realtà un’opportunità. Oltre a questo, mi assicuro che ci siano tanti momenti di condivisione, workshop di crescita personale e rituali “psicomagici” attraverso i quali lavoriamo sulla nostra capacità di vivere in uno stato espanso anche quando gli eventi esterni ci portano a contrarci. Una delle mie proposte include l’arrampicata sportiva che per me è una forma di meditazione potentissima, capace di stimolare determinazione e fiducia in se stessi come poche altre attività. Il tutto è condito da intense lezioni di vinyasa di almeno due ore che aiutano il corpo a rilasciare il passato intrappolato nei tessuti – o come si dice in inglese the issues in the tissues».

L’amore che Ameriga nutre per la natura trapela da ogni sua parola ed è proprio attraverso il contatto con la natura che – secondo Ameriga –  possiamo nuovamente predisporci all’ascolto di noi stessi, vivendo in relazione con l’ambiente circostante con cui dobbiamo connetterci senza il bisogno necessario di dominarlo. Quell’ASCOLTO che è, appunto, il tema centrale di YogaFestival e che ci richiama, inevitabilmente, a guardarci dentro.

«Siamo passati dal vivere in connessione con l’ambiente circostante a costruire città di cemento dove facciamo di tutto per narcotizzarci e non ascoltare né il nostro corpo, né le nostre emozioni – racconta Ameriga -. Per questo motivo, da un lato ascoltiamo i nostri corpi solo quando ci parlano in maniera rumorosa, attraverso il dolore. Per metterci in ascolto davvero dobbiamo rallentare. Dobbiamo avere coraggio, dobbiamo prenderci tempo. Dobbiamo riuscire a discriminare la voce della mente che ‘ce la sta raccontando’ dalla voce del corpo che attraverso le sue emozioni e sensazioni non mente MAI. Quando riusciamo a farlo, la nostra vita cambia per sempre. Non possiamo più stare a raccontarci le menzogne che ci hanno aiutato a mantenere lo status quo. Anche la nostra relazione con il dolore fisico cambia, perché questo cessa di essere un fastidio, e diventa invece un messaggero».

Le classi di Ameriga, condite di passione, amore per la Vita, per la Natura, sono un’esperienza sensoriale multilivello, una possibilità impagabile di entrare a contattato con quell’archeologia primordiale che ci abita da sempre. Un tuffo nelle profondità del nostro spirito e della nostra anima. 

Per Yoga Festival Ameriga terrà una pratica di Vinyasa Flow dal titolo davvero accattivante, già da solo capace di esprimere tutta la potenza di questa bellissima donna. «Archeologia del Corpo». La pratica si terrà sabato 2 settembre alle ore 18.00. E’ possibile prenotarsi QUI.

Ti è piaciuto questo racconto? Vorresti un racconto scritto su misura per te? Teniamoci in contatto -> @yogavaly_

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: