Yoga, amore e spirito a Natale

Come ogni anno arriva il tempo di scrivere il mio articolo di Natale. E’ più una riflessione che faccio a me stessa e che poi amo condividere, così come la pratica yoga che cerco di trasmettere ai miei ragazzi.
Quest’anno ho deciso di parlare di Spirito che è poi la componente più profonda che mi ha spinto a intraprendere questo magnifico percorso chiamato Yoga. E di Amore, una parola di cui non sapevo esattamente il significato.
Credo che lo Spirito (ma potete chiamarlo anche in un altro modo se questo vi ricorda troppo qualcosa di religioso) sia la matrice che muove ogni evoluzione e il miglior carburante per il cambiamento, oltre a essere l’Essenza del Natale. Quello che ho amato e amo di più dello Yoga è che mi permette ogni giorno di ricordarmi perchè ho scelto questa strada: perchè credo che lo Spirito ci colleghi tutti e colleghi le nostre azioni in una fitta rete magica di gratitudine e di bellezza. E’ una sensazione che sento dentro e che spesso mi riporta in India, dove il viaggio è iniziato per la prima volta.
Ho letto recentemente un testo che mi ha fatto riflettere, scritto da Yogi Bhajan, uno degli insegnanti di yoga più conosciuti a livello internazionale, proprio in occasione del Natale. Vi prego di non considerarlo banalmente come un testo religioso, ma di vedere Dio in un contesto spirituale di ampio raggio. Oggi è molto difficile parlare di Dio senza essere accusati o guardati con le ciglia corrugate, anche se credo che Dio resti ancora presente in modo massiccio, più o meno consciamente, in tutte le nostre vite. Cosa centra con lo Yoga? Beh… io credo che centri moltissimo, non perchè lo yoga sia una pratica religiosa, ma perchè si basa sul fatto che Noi tutti siamo divini.

Cosa c’è nel Natale? Uno spirito. Un regalo l’uno all’altro in nome dello spirito. Ecco perché il Natale ha un bell’aspetto. Voi lo chiamate “Cristo”. I sikh lo chiamano “il compleanno del guru Gobind Singh”. Tutti arrivano a quel momento in cui il sole è meno e la notte è più lunga. L’uomo ha creato qualcosa per relazionarsi con la luce e lo spirito. Questo è tutto ciò che è.
Mi chiedo: “Perché non possiamo farlo sempre?”Qual è la difficoltà in noi? Perché non riusciamo a capire che Dio è ancora il padrone di questo pianeta Terra? Lui fa ruotare la Terra, si occuperà della routine. La vita ha gli scontri più crudeli, ma dentro di voi, come nel deserto in fiamme, c’è un pozzo d’acqua che è fresco e calmo e ha qualche palma piena di datteri. È un’oasi.
Quindi, per favore, non perdete la vita viva nel diagramma dell’insicurezza perpetua. Perché non date la possibilità al Maestro, all’Angelo Custode, al Dio che vi ha creato, di mettere a posto il vostro domani? Dategli una piccola possibilità. So che siete preoccupati per i figli, il futuro. Non c’è una sola voce nel menu che non vi interessi. Ma voglio solo dirvi, non dimenticate che il proprietario di tutto è Dio stesso, lo spirito, il respiro della vita.
Il vostro ego non è il vostro padrone. Siamo gentili con la realtà che Dio non abbandonerà mai il pianeta Terra. Il Creatore non abbandonerà il creato e le creature. Cominciamo il nostro oggi con l’estasi di coscienza e il sentimento di unicità con Dio e tra di noi. Prendiamo la decisione che ogni giorno diremo addio all’insicurezza e ci affideremo alla sicurezza un po’ di più.
E ogni giorno quel poco di più basterà. Alla fine scoprirete che si moltiplica per 365. Che ci sono molti giorni. Ma se siete davvero intelligenti, fatelo per ore. Se pensate di essere davvero intelligenti, fatelo per ogni minuto. E se sentite quella coscienza, sentitela al secondo.

Tutti noi siamo spirito, siamo Buddha. Il nostro Sè è Buddha. Se leggete un qualsiasi libro sul Buddismo o sullo Zen scoprirete che siete sempre stati Buddha senza saperlo. E’ questo lo spirito dello Yoga che vuol dire unione, Unione del Sè con il Sè divino. Yoga significa riscoprire la natura divina che è in noi. Come potremo non amarci e non amare gli altri profondamente se fossimo coscienti di ciò?
Questo fa molto Natale, io penso, e si collega a un grande punto energetico del nostro corpo: il chakra del cuore che, di fatto, rappresenta l’unione delle forze alte del Cielo e delle forze basse della Terra racchiuse nel nostro corpo. E il chakra del cuore riguarda proprio l’amore, la fiducia, la gratitudine. Del resto non diciamo sempre che a Natale siamo tutti più buoni?
Nonostante il Natale sia stato purtroppo ridotto a grandi regali luccicanti (più sono grandi e costosi meglio è) e abbuffate di cotechini e panettoni, io resto ancora ottimista e, come recita un famoso film, credo che si possa ancora salvare il Natale, partendo dall’amare noi stessi e ritrovare quello spirito divino che alberga dentro ognuno di noi.
Ci dobbiamo lavorare, siamone consapevoli poiché la ricerca di chi si è può durare tutta una vita, ma è un viaggio molto divertente, mi sento di dire. Partiamo dal quarto chakra se non sappiamo da dove iniziare. Attraverso questo chakra possiamo unire il Cielo alla Terra, riconnettendo consapevolmente le parti separate del mondo. Quando il cuore guarisce, la mente e il corpo, il mistico e il materiale, il Sè e l’altro, vengono unificati in un’unità integrata.
Di problemi col quarto chakra ne abbiamo tutti tantissimi perchè donarci a noi stessi con fiducia e amore non è mai una cosa scontata. Ma penso che il Natale sia soprattutto questo, la capacità di donarci a noi stessi e agli altri in modo cosciente, di donarci al nostro Spirito, che è poi lo stesso che risiede in ogni cosa. Quello delle vacanze natalizie è, potenzialmente, il periodo in cui doniamo di più. Immaginate di guardare il Natale attraverso gli occhi di un bambino: che meraviglia. Attraverso lo Yoga possiamo manifestare un atteggiamento di dare e ricevere mentre respiriamo l’amore e la gioia che ci meritiamo e respiriamo il nostro amore e la nostra gentilezza con spirito generoso e nelle nostre palme aperte a Savasana.
Il dare e il ricevere sono anche importanti nel trovare una sorta di equilibrio, che non riguarda la quadratura di un libro mastro, ma semplicemente l’essere aperti al flusso universale. Quando abbiamo la fortuna di ricevere l’inestimabile dono dello Yoga, ci assumiamo la responsabilità di dare più di quanto riceviamo, e quindi, alla fine, riceviamo di più.
Sì, può essere un espediente commerciale, ma il personaggio che abbiamo creato dal vecchio San Nicola è una figura paterna innocua e gentile, o uno zio accattivante, anche se un po’ eccentrico. Rappresenta l’amore universale, con la magia di sapere cosa vuole ogni bambino per Natale, e una squadra di renne veloci e magiche per garantire una consegna puntuale. Babbo Natale incarna la nostra convinzione di fondo, come un bambino, che tutto è possibile, e nella pratica dello yoga possiamo prendere questo senso di meraviglia, possibilità e amore senza limiti per sognare, sfidare e prenderci cura sia di noi stessi che degli altri, dentro e fuori dal tappeto.


Tutto ciò che voglio per Natale è la presenza, non i regali. E forse anche la possibilità di volare come un’aquila in Garurasana, un giorno.

Namaste

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