Curiosità

Ida nadi, la narice della creatività

Vi siete mai chiesti cosa c’è veramente nell’aria che respirate?

L’anidride carbonica, l’ossigeno, particelle non specificatamente considerate, polveri sottili, pulviscolo, enzimi provenienti dai fumi della friggitoria dietro casa. Ai nostri giorni, specie se viviamo in gradi città, possiamo trovarci un po’ di tutto.

Per noi yogi, insieme a tutte queste molecole, c’è essenzialmente una cosa importante e indispensabile: il prana. E’ al di là del respiro, il prana: è energia vitale, è universale. E’ quella cosa che ci tiene in vita, sotto un punto di vista diverso, non strettamente scientifico, diciamo.

Per noi yogini, la sfida è quella di sfruttare questa energia in modo che possa alimentare il nostro sviluppo fisico, mentale e spirituale. Per fare questo, abbiamo bisogno di guardare in profondità nei misteri della mente e del corpo sottile.

Fortunatamente, i primi praticanti del Tantra Yoga hanno viaggiato in questo paesaggio interiore, mappando i molti modi in cui l’energia circola dentro di noi. Tra le loro scoperte più importanti c’erano i nadis, la vasta rete di canali energetici che rende ogni individuo un insieme integrato, cosciente e vitale.

Secondo molti testi tantrici, il corpo umano contiene 72.000 nadis che incanalano il prana ad ogni cellula.

Tre nadis sono di particolare interesse per gli yogi. Il sushumna nadi è il grande fiume del corpo, che va dalla base della spina dorsale alla corona della testa, passando attraverso ognuno dei sette chakra nel suo corso. E’ il canale attraverso cui passa Kundalini, la nostra energia dormiente.

C’è poi Pingala nadi, il canale facente capo alla narice del destra e al lato destro del nostro corpo.

In questo articolo, tuttavia, è di Ida nadi che vi voglio parlare, il canale collegato alla narice sinistra.

Che poi Ida è anche un nome piuttosto famigliare. Non so a voi, ma a me dà un certo senso di dolcezza, come le ciambelle al cioccolato la domenica mattina, quando non vai di fretta e puoi godertele fino all’ultimo morso.

Ida è la luna, è il nostro nadi sinistro. Ida nadi è anche lo Yin nella definizione cinese. E’ quindi il lato femminile della nostra personalità, il nostro lato lunare e per questo è chiamata anche Chandra nadi.

Si origina in Muladhara chakra e culmina nell’Ajna chakra compreso nella regione destra e posteriore del cervello.

Ida nadi controlla tutti i processi mentali ed è la spirale legata all’intuizione. E come vi ho detto sopra agisce direttamente sulla parte destra del nostro cervello.

E l’immagine che vi ho messo qui sotto già da sola basta a farvi comprendere cosa può fare la parte destra del vostro cervello per voi. Ed elimina tutti i dubbi, a dispetto dell’handicap che spesso si ha sulla destra e sulla sinistra – che io immancabilmente confondo.

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La teoria del cervello destro e sinistro è nata dall’opera di Roger W. Sperry, che ha ricevuto il Premio Nobel nel 1981. La cosa sorprendente è che lo stesso concetto è stato spiegato per la prima volta al mondo già un sacco di tempo fa, nelle Upanishad, gli antichi testi indiani che hanno posto le basi della nostra comprensione dello yoga.

Ecco l’ennesima scoperta scientifica, acquistata alla nostra attenzione dagli scienziati occidentali nel XXI secolo, che gli yogi conoscevano, secoli prima, attraverso l’esperienza diretta e la pratica delle tecniche di respirazione e meditazione.

Eccezionale direi.

Tornando a Ida, la respirazione dominante della narice sinistra attiva il sistema nervoso parasimpatico, lo stesso stato in cui si entra durante una grande Savasana rilassante o qualsiasi attività in cui ci si trova in uno stato di flusso creativo senza sforzo.

Ida è accesa e viva quando siete inondati d’arte, quando l’intuito prende il sopravvento, quando il rumore del vento tra gli aghi di pino è tale e così percepito da farvi venire i brividi.

E con lo yoga tutto questo lo potete sperimentare con le vostre mani, in qualsiasi momento della vostra giornata.

Cimentatevi in una pratica di Nadi Sodhana, la respirazione a narici alternate: quando siamo coinvolti in attività come l’arte, la danza, il rilassamento, è quasi certo che la nostra narice sinistra stia assorbendo più ossigeno della destra, attivando così il nostro emisfero destro del cervello. Fate una prova.

Avere Ida particolarmente attiva e libera da ogni ostacolo non è sempre un bene, però. Ogni emozione diventa nutrimento, linfa vitale senza la quale non possiamo sopravvivere.

Diventiamo schiavi delle nostre emozioni e delle persone (o cose) per cui le proviamo. Fino al punto di raggiungere stati depressivi o sentirci vittime del mondo.

Difficilmente riusciamo a gioire del presente perchè troppo cristallizzati nei ricordi e nella nostalgia. Se siamo troppo Ida difficilmente saremo in grado di sostenere una forte pratica yoga, incentrata prevalentemente sullo sforzo fisico.

Il potenziale è enorme, ma a meno di equilibrare questa energia creativa con un lato Pingala (che è l’altra narice, più logica e razionale), anche il completo sviluppo spirituale resta compromesso poiché manca la giusta determinazione per raggiungerlo.

Non possiamo essere fatti di solo spirito alla fine, fluttuare leggeri nell’aria come fiori di tarassaco spostati dal vento. La radice forte che ci tiene attaccati a terra è necessaria, come una di quelle che si vedono nei boschi di campagna spuntare dal terreno, emergendo dal mondo sotterraneo.

E ci ho messo un po’ a capirlo.
Ecco, io sono completamente Ida. Scrivo e dipingo da quando sono bambina. E da quando sono bambina sto seduta su una nuvola, con le gambe a penzoloni nell’infinito. Cammino sempre a un metro da terra e ho sta cosa di sentirmi figlia della natura, un prodotto degli alberi, una roba così.

Noi Ida siamo un po’ pazzi, non fateci caso.
L’ho sempre considerata una qualità: l’arte ci fa commettere un grande errore quando ci fa pensare di essere unici e speciali. Per certi aspetti siamo solo molto ingenui.

La nostra narice sinistra è sempre aperta e la parte destra del cervello in movimento constante e continuo.

IDA Nadi

Grazie allo yoga ho capito che mi serviva anche un po’ di Pingala.

La parte destra del corpo, narice destra e emisfero sinistro del cervello, quello legato all’energia solare e alla logica, al ragionamento. Più numeri, più analisi. Anche se in matematica al liceo avevo a malapena la sufficienza.

A metterle in equilibrio ci ho messo un po’ perchè Nadi Sodhana, la respirazione a narici alternate è una pratica complessa che si apprende solo dopo anni e anni di pratica. Anche le asana, però, possono fare un ottimo lavoro.

Se Ida domina e la vostra narice sinistra è libera e aperta potreste considerare di concentrare la vostra attenzione sulle asana tonificanti – come le estensioni all’indietro, pose in piedi, inversioni e torsioni – per coinvolgere Pingala nadi.

Al contrario, nel caso in cui dominasse la narice destra, avrete bisogno dell’energia calmante di Ida, stimolabile attraverso le pose da seduti e le flessioni in avanti.

E voi? Siete Ida o Pingala?

Namasté 🙂

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