Maestri provati da me :)

Michela, Giorgia e un grappolo di yoga

Per noi piemontesi, il vino è una di quelle cose che ci riporta indietro nel tempo. E’ un po’ come tornare bambini, quando in tempo di vendemmia arrivava a casa il furgoncino del viticoltore e ti scaricava tutta l’uva che avevi ordinato nel cortile.

Da lì la strada era tutta in salita. Ancora me lo ricordo mio padre che rimpinzava la botte coi grappoli d’uva pigiati e attendeva che si trasformassero in vino.

Gli odori erano acri, i colori vividi: un momento di gioia infinita. E io che rotolavo nell’erba. Mi piaceva quando la casa si riempiva di parenti, accorsi per assaggiare “com’era venuto il vino quest’anno”.

Così non ci ho messo tanto ad accettare l’invito di Martina, a Cinque Quinti, il suo casale ristrutturato, a Cella Monte, nel cuore del Monferrato (un paesino che vi consiglio caldamente se siete nei dintorni e avete voglia di tornare indietro nel tempo).

A Cinque Quinti ci sono andata per una lezione di yoga, organizzata tra i filari, in pieno tempo di vendemmia. Ed è lì che ho conosciuto Michela Falzone che, insieme a Giorgia Bellotti, hanno allietato me e una decina di altre persone, in una bella lezione di Vinyasa Yoga.

Per chi pratica in palestra, una lezione all’aperto è un vero spasso. Di certo dovrete mettere da parte il sole cocente di una giornata di inizio settembre e sicuramente fare i conti con la terra, non sempre piana come il tappetino in linoleum del centro benessere. Ma vi assicuro che è una fatica a cui potete prestarvi con tranquillità.

Il Vinyasa Yoga è una pratica che vi soddisferà molto se amate il metodo. I nostri respiri si fondevano perfettamente con i movimenti, sotto le precise indicazioni di Michela e Giorgia. Gli occhi finalmente al cielo nella posa del cane a faccia in su, a guardare le nuvole rincorrersi come bambini sorridenti. Un vento leggero si muoveva tra i filari, mentre le nostre mani si alzavano in aria, per poi ricongiungersi al petto.

Un grappolo di yoga 🙂

Lo yoga può cose meravigliose e quello che può, più di ogni altra cosa, è realizzare l’unione. Non solo con noi stessi, ma anche con gli altri. Dopo la pratica ci siamo riuniti tutti nel giardino del casale di Martina che, gentilmente, ci ha offerto un bicchiere del suo vino. E un’aperitivo. Rigorosamente vegetariano :).

Michela, la mia insegnante per quella giornata, mi ha raccontato quanto fosse prezioso e importante quello che stava accadendo in quel momento. Persone unite dallo yoga, che forse neppure lo conoscevano prima e che, da quel momento avevano cominciato ad amarlo. Qualcuno si stava addirittura organizzando per partecipare a qualche ritiro insieme.

Del resto le posizioni non sono un fine, ma un mezzo. Il fine è il “sentire”.

Michela è un’insegnante qualificata e certificata. Di lei ho apprezzato soprattutto la precisione con la quale ha messo in piedi la pratica, nonostante fossimo sotto un sole cocente e il terreno scosceso inducesse polsi e ginocchia ad andare un po’ per i fatti loro. Vi assicuro che non è così facile mantenere la concentrazione. Anche se la natura ti ripaga poi senza riserve.

E poi la curiosità e la gioia nel rapporto con gli altri, cosa che non tutti i maestri sono disposti a concedere: la disponibilità. Una disponibilità che va oltre il semplice insegnamento della pratica, ma mette insieme anche altri aspetti, diciamo più umani.

Senza dubbio vi consiglio Michela (e la sua amica, nonché insegnante Giorgia). Ma ancora di più vi invito a praticare all’aperto. Inizialmente potrete sentirvi a disagio, ma anche questa è un’emozione che lo yoga riesce perfettamente a controllare.

Sentirete il vento accarezzarvi i capelli e potrete salutare il sole per davvero, non come dietro le mura fredde di una palestra. Vi sporcherete, entrando in contatto con la terra, capace di sviluppare in noi stessi la gravità, la fragranza, la pazienza, la generosità.

Vi sentirete anche un po’ come faceste parte di quello che vi circonda. Non un elemento a se stante, piazzato lì a caso e che non centra niente. Voi centrate, eccome. Siete un pezzo fondamentale di quel momento, tra i filari d’uva, a Cella Monte, nel Monferrato, una piccola area collineggiante del Piemonte. Che, lasciatemelo dire, alle Langhe non ha proprio nulla da invidiare 🙂

Anche se l’uva è ormai stata raccolta, è probabile che Martina – insieme a Michela e Giorgia – organizzi nuovamente qualche evento yoga nel suo casale.

Intanto, se siete nei paraggi, potete praticare con Michela. Tutte le informazioni su di lei le potete trovare qui.

Se volete praticare con Giorgia potete trovare tutte le info qui!

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